1) Remo, tanta passione per il basket e per divulgare a tutti quello che accade...come e quando nasce 24 secondi
Successe tutto per caso verrebbe da dire ma in realtà non fu così. La mia passione per scrivere c’era già ai tempi di scuola. Alcuni miei compagni si facevano scrivere il tema da me. La cosa che mi faceva infuriare era che, visto il rapporto tutt’altro che idilliaco con il professore di italiano, i miei temi erano sempre insufficienti mentre fatalità, quelli che facevo per conto terzi con altre tracce, erano oltre la sufficienza.
Dal 2000 in poi, smesso di giocare, iniziavo ad andare a vedere partite al sabato ed alla domenica per passione. Da lì l’idea di dire “beh, almeno se vado a vedere una partita, che ci sia la possibilità di scrivere una cronaca?”. Internet era ancora parola difficile da masticare. Mi buttai allora in un sito internet coprendo la C1 (che bel nome altro che DNC!) e poi lentamente arrivò grazie ad un mio amico la proposta del Gazzettino.
Tutto questo per arrivare nel 2003 quando iniziò il progetto di 24secondi.com. L’idea era quella di avere sempre sotto mano risultati, commenti, classifiche dei vari gironi e non necessariamente solo al lunedì nei vari quotidiani. Poi prese sempre più piede così come prese piede il basket nella provincia di Treviso. Senza alcuna presunzione ma con assoluta realtà dei fatti, prima del 2004 le notizie erano scarse in provincia sul basket minore. Poi la situazione migliorò decisamente grazie all’apporto che diede 24secondi.com
2) Il mestiere di giornalista nel 2012 in piena era WEB e informazione mediatica
È un mestiere che non consiglierei a nessuno. Sei sottopagato se non praticamente non pagato. E non a caso se cercate su internet annunci di lavoro con le parole chiave giornalista e/o pubblicista è sempre sottolineato che la collaborazione è da ritenersi gratuita. Il motivo? Chi ci comanda come Ordine non si/ci fa valere e non mette in evidenza i diritti di chi scrive (immaginatevi notai, avvocati, dentisti, medici che esercitano gratuitamente… ). Ma la vera piaga è stato l’avvento di internet intenso come negativo per l’impatto che ha avuto su alcune categorie: giornali, media, case discografiche, cultura, film, video e altro.
Il problema ora è riuscire a spiegare alla gente che chi sviluppa servizi su internet, ragiona comunque con una logica di profitto. Invece se chiedi a cento persone, tutte, o forse 99, ti risponderanno che servizi come i social network sono gratuiti. Non capendo che gli stessi proprietari di questi social network si sbellicano dalle risate, guardando a quanto tempo perdi sui loro sistemi, che indirettamente arricchisci di ora in ora, spiegando dove ti trovi, cosa hai mangiato, come stai e che sei in coda in auto mentre stai andando a comprarti l’ultimo paio di jeans alla moda. Ma a chi frega?
Concludendo internet è uno strumento importante, vitale per certi aspetti ma che storpia determinate categorie. Una tra queste è il giornalismo.
3) Cosa vorrebbe offrire 24secondi.com
Essenzialmente vorrebbe parlare di basket. Sostanzialmente fa quello che può con le proprie risorse. Dietro c’è un lavoro di raccolta dati difficile perché manca nella gente la voglia di impegnarsi e manca la passione, quella che serve in ogni attività e che dovrebbe andare a pari passo con lo sport. Faccio un esempio: Remo Primatel ha la passione per la montagna e quindi si ricava il tempo per andare in montagna. A Remo Primatel non li piace il mare per cui non si ricaverà mai il tempo per andare al mare. Qui invece trovi tante discordanze: ho la passione per il basket. Ok, ti va di collaborare a costruire qualcosa? “No sai, non ho tempo” è una delle più classiche risposte. La filosofia dovrebbe essere: “Il poco di tanti fa il molto” ma invece, pur con qualche piacevole eccezione, non è così.
4) Da quest'anno in abbonamento come il 99 % degli altri servizi giornalistici via Web, motiva bene il perché
Il giornale 24secondi.com ha voluto fare un passo grande e difficile, sapendo di andare incontro a critiche. In tanti ci hanno abbandonato vero ma è anche vero che mi accordo che in rete ci sono almeno il 40% di notizie in meno del solito sul basket minore. Datevi voi una spiegazione… sul perché.
Credo che si impegna dietro ad un progetto debba per forza coprire le spese e debba per forza trarne profitto se dedica gran parte del suo tempo. Raramente dedico da otto anni a questa parte, meno di cinque ore al giorno di media al giornale con punte di otto nove.
Andiamo oltre: in una partita di C1 o C2 che solitamente noi seguiamo, i giocatori e gli allenatori ricevono un rimborso spese, gli arbitri un rimborso spese, addirittura chi sta al tavolo riceve (in contanti a fine gara tipo tributo in epoca romana) il compenso. Chi scrive e chi segue le gare ed i campionati invece deve farlo gratuitamente? Io credo di no se il tempo dedicato è superiore ad un tempo decente che rientra nella “passione”.
Qui l’intento era di coinvolgere le società ma tantissime, soprattutto nella zona del trevigiano, hanno fatto orecchie da mercante ed all’appello sono saltati a galla i franchi tiratori che, appoggiando da sempre il nostro giornale, hanno voltato bandiera con una rapidità troppo diffusa nel nostro paese.
5) Perché è così difficile da estendere a tutti il concetto.
Mi verrebbe da dire perché è troppa l’ignoranza ma potrei sembrare sgarbato. Piuttosto non c’è la mentalità di capire che certe cose vanno mantenute ed apprezzate. Ci sono un sacco di associazioni sportive, culturali che cavalcano profitti pur risultando “no-profit”; noi come 24secondi.com abbiamo deciso di far capire che vogliamo coprirci tutte le spese ed è successa mezza rivoluzione.
C’è chi ci ha scritto che non era d’accordo perché siamo in epoca di libera informazione, non capendo che intanto si chiama diritto di cronaca e poi la nostra vuole essere un approfondimento. Ricordo che mio padre comprò due enciclopedie per me ed i miei fratelli con i risparmi di famiglia; non gli fu regalata visto che c’era bisogno di una libera informazione. E pure l’ultima enciclopedia su carta che mi sono preso circa un lustro fa l’ho dovuta pagare ugualmente.
C’è chi ha sostenuto che noi abbiamo già la pubblicità come introito non ricordandosi che anche i quotidiani sportivi hanno la pubblicità (con cifre da capogiro) eppure non per questo sono gratis in edicola.
Alcune società hanno ritenuto che non fosse corretto collaborare. Mi auguro che l’abbiano fatto anche con i quotidiani cartacei. Personalmente la mia famiglia è più di cinquant’anni che copra il giornale tutte le mattine e l’ha sempre pagato, forse a questi signori è concessa una deroga.
Insomma, 24secondi.com vuole essere un contenitore di approfondimento, non vuole dare i tabellini e basta delle gare tanto che poi vengono sistematicamente copiati con gli errori civetta nella rete come pure vengono copiate in link anche le classifiche.
Ti faccio un ultimo esempio e poi chiudo. Ad ottobre un utente medio che segue la pallacanestro, poteva scegliere se abbonarsi a 24secondi.com oppure abbonarsi per vedere con 20 euro il reality più famoso d’Italia. Sono sicuro che in pochi, tra gli interessati al reality, abbiano storto il naso, pagando i venti euro per continuare a vedere il programma senza fare piagnistei sulla metodologia (alquanto semplice) di pagamento. E torniamo al discorso di prima: discorso di interessi, discorso di passione. Che è quella che in generale manca nel mondo della pallacanestro.
Approfitto del vostro sito per Augurare a tutti gli appassionati di Sport, non solo di Basket, un buon Natale ed un anno 2012 se non migliore, almeno in linea con quello appena trascorso.....e so che a voi Evergreen andrebbe benissimo.